Ve piaceria sapè…

30 01 2008

Neanche due giorni e già mi sono arrivate parecchie domande da rispondere… Questo non mi fa solo che contento! Di certo non risponderò a tutte ora, altrimenti non mi rimane più niente per altri giorni. Al momento in cui scrivo fa un freddo cane (-17°), si meno-diciassette-gradi avete capito bene. E’ così freddo che non nevica neanche e le strade sono tutte congelate, probabilmente domani sarà uno Snow day e quindi non si va a scuola. Ho dovuto accendere la Xbox 360 giusto per scaldare un po’ la stanza!

Ma passiamo al dunque e quindi a qualche domanda.
Com’è stato halloween?
Qui Halloween è una festa come da noi è il carnevale – che tral’altro qua non c’è.
Mi sono stupito di come i preparativi sono iniziati da settembre, più di un mese prima dell’effettiva festa. Le case adornate con tutte zucche e fantasmi vari alle finestre, tutto permeato dal color arancio. Non vi dico quanti bambini erano per le strade del block pronunciare la famigerata domanda “Trick-or-treat?” a tutte le famiglie.
Naturalmente ogni singola casa è preparata bene all’assalto dei piccoli marmocchi, così che ogni famiglia compra bei sacchettoni da Wall-Mart pieni di schifezze dolci per i bambini.
Come alcuni amici mi hanno riferito, ogni tanto si può vedere qualche bambino di quelli più furbi che si cambiano le maschere e vanno all’assalto una seconda volta così da portare a casa il doppio del bottino!

A scuola ce sò quelli alti 1.95 cm larghi il doppio con sempre addosso il giubbetto della squadra di football che se fanne le cheerleder? 
Eheh lo sapevo che qualcuno me andava a domandà sta cosa… De gente con il giubbetto di football ce n’è parecchia che va in giro per la scuola, infatti all’inizio ci sono rimasto colpito come tante quelle altre cose che si vedono sempre in tv e sono anche in realtà vere. Che si fanno le cheerleader penso proprio di si, anche se qua le ragazze non la tirano per niente e il 90% ha il boyfriend - nda, leggi molto disponibili -. (Il resto del 10% è composto da dubbie opere d’arte della Simpatica e Sarcarstica Natura, vedi Chiara Ballarini o Trombi).
Ritornando al discorso dei giubbotti sto cercando di procurarmene uno dalla squadra di pallavolo!
Il bello è che qua la gente non ha problemi ad andare per la scuola con questi giubbotti o con le magliette della scuola. Pensate come sarebbe da noi: quanti ragazzi andrebbero in giro con una maglietta del genere?? 0
Non mi dilungherò oltre riguardo a queste tendenze, cosa che voglio fare in un altro post.

Per oggi ho finito, anche perchè sono le 11.30 e c’avrei anche un po’ di sonno…
Non pensiate  che non risponda alle altre domande, ma lo farò poco alla volta, anzi mandatemene delle altre!

ciao e alla prossima puntata!





Ma bando alle ciance

28 01 2008

Per parlare con parole spiccie, me fa proprio incazza lascià perde sto blog.
Ecco, lo sapevo, mi dovevo sfogare in questo povero italiano che un po’ mi manca.

Uhh quante cose sono successe dall’ultima volta che ho scritto, che se ben ricordo era l’inizio della scuola…
Troppe per essere raccontate in un solo post, ma piano piano posso anche farcela.
Mi dispiace non riuscire a scrivere così di frequente ma lo sapete bene anche voi che un blog non è facile da gestire, soprattutto quando le cose vanno bene e non si ha bisogno di lamentarsi.
In questi giorni mi è venuta questa morbosa voglia di scrivere e ho detto, perchè non approfittarne?? Ora però voglio fare un esperimento: dopo questo post sarete VOI telespettatori a chiedermi quello che devo raccontare. Tutto, anche dalle cose più strambe e perchè no, banali. Vi meraviglierete a sapere a quante piccole cose sono differenti. Ho qualche argomento di cui parlare che mi frulla in testa ma voglio vedere anche cosa mi chiedete voi.
Ma ora bando alle ciance, vi riporto quello che ho scritto qualche giorno fa a scuola e credetemi: sono proprio i sentimenti che provavo… Copierò proprio come l’ho scritto, senza modificare niente per non togliere alcun particolare. Forse vi sembrerà confuso ma è questo è quel che si chiama flusso di coscienza.

——

Non è la prima volta, ma forse questo è il momento in cui l’ho sentita di più. La sensazione di essere in America, di far in qualche modo parte di questa “strana” società. Forse era un po’ il freddo che provavo, forse l’argomento della classe di Retorica che ti lascia immaginare un poco di più, ma in quel momento provai un brivido, di quelli che ti fa scuotere e pensare un attimo, pensare a tante cose.
Ero lì, in quella classe che ti proietta nella aule universitarie per quei banchi fatti a scaloni , ascoltando il professore parlare inglese e rendermi conto di non rendermi conto (!) che fosse inglese. E’ strano, lo so, ma in quel momento mi sono sentito realizzato, o meglio, realizzato il mio sogno, quello di riuscire a far parte in tutti i sensi di una società che mi affascina e terrorizza allo stesso tempo.

Sono contento. Sto raggiungendo il mio obiettivo e anche andare oltre.
Sono nelle classi più difficili di questo istituto e riesco ad adattarmi e riuscire in tutte. Sto provando a me stesso quanto valgo e questa è la cosa che veramente mi premeva di fare. Certo ancora c’è tanto da fare, ma vedendo quello che già ho fatto, penso non sarà un problema.
Nel prossimo mese avrò 3 competizioni e un concerto con la Jazz Band che in realtà mi spaventa un po’, ma so che riuscirò anche in quello.

Sono davvero felice di riuscire a seguire le mie ambizioni.

—–